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Lui & Lei

LUCA E LA MADRE DELLA SUA EX.


di lektor1
08.05.2026    |    5.377    |    11 9.9
"Luca infilò le sue dita tra i capelli della donna cominciando a comandare il movimento avanti e indietro della testa mentre ogni tanto lei lo guardava con occhi carichi di desiderio..."


Luca e Claudia si erano lasciati da quasi una settimana. Per essere precisi Claudia aveva chiesto una pausa di riflessione, un modo velato per dire che aveva trovato un altro e che non voleva più tra i piedi Luca.
Luca dal canto suo aveva accettato la cosa suo malgrado. Il suo carattere tranquillo e la speranza che la crisi fosse passeggera e potessero tornare insieme avevano fatto si che la separazione fosse stata pacifica.
Non c’erano state ripicche, nessuno dei due aveva richiesto indietro i regali che si erano scambiati nei tre anni di fidanzamento, tranne che per un paio di libri a cui Luca era particolarmente affezionato e che Claudia aveva accettato di restituire.
Un pomeriggio in cui era certo che Claudia non fosse a casa Luca suonò il campanello di casa della sua ex fidanzata con il viso malinconico. Era un pomeriggio di fine primavera, lui aspettava con trepidazione che qualcuno aprisse la porta, si era accertato che Claudia fosse uscita per andare all’università. Non aveva voglia di vederla, voleva lasciare trascorrere del tempo prima di riallacciare il rapporto.
Aveva frequentato quella casa per un paio di anni, le famiglie fortunatamente non si erano conosciute, e la separazione era stata accettata dai suoi genitori come un momento di passaggio nella vita.
Ventitré anni, moro, occhi verdi, carnagione abbronzata fisico muscoloso ma non palestrato, Luca frequentava una facoltà diversa da Claudia con un notevole profitto, nei fine settimana faceva dei piccoli lavoretti per aiutare la famiglia.
Non poteva competere con gli amici benestanti che frequentava con Caludia ma gli occhi verdi e il fisico asciutto attiravano l’attenzione delle donne che lo conoscevano.
Finalmente la porta si aprì.
Sandra, la mamma di Claudia, apparve a Luca come una visione, indossava un mini abito di stoffa leggera, di color verde petrolio, corto, lungo appena sotto la curva del sedere.
Aderiva al corpo come una seconda pelle.
Dall’orlo del vestito erano chiaramente visibili i ricami scuri delle calze autoreggenti a rete che indossava e che mettevano in evidenza le sue gambe lunghe ben modellate.
Un seno sodo e voluminoso, forse una terza, spingeva sulla stoffa del vestito mettendo in evidenza i capezzoli turgidi in modo evidente.
Vedendola il cuore di Luca per un attimo ebbe un sussulto, rispose in maniera impacciata al saluto della donna.
“Ciao Luca!!!”
“Non ti aspettavo! Claudia è andata all’università. Ma certamente lo sai.”
“Dai entra, non stare sulla porta!
La voce di Sandra era accattivante, più morbida del solito, si spostò di lato per farlo entrare, un profumo floreale, legnoso molto intenso lo avvolse.
“Non vorrei disturbarti” disse il ragazzo cercando di mantenere un tono normale, anche se gli occhi della donna avevano già constatato che lo sguardo di Luca aveva indugiato più del normale sul suo corpo.
“Assolutamente non disturbi. Anche se Claudia ti ha lasciato, sei sempre il benvenuto in questa casa” Si spostarono in soggiorno, Sandra camminava davanti a lui, il suo sedere, perfettamente modellato, si muoveva morbidamente, avvolto dal corto vestito che ad ogni passo sembrava alzarsi mettendo sempre più in vista il bordo delle autoreggenti.
“Stavo facendomi il caffè. Mi fai compagnia?” domandò, senza attendere la risposta si diresse in cucina.
Luca si sedette sul divano e dopo pochi attimi la vide tornare con un vassoio su cui c’erano le tazzine, quando si chinò per appoggiarlo sul tavolino in basso il vestito si sollevò ancora di più fino a mettere in mostra la pelle delle gambe sopra il bordo delle autoreggenti.
Cominciarono a parlare, “Mi spiace molto che vi siate lasciati.”
“Sei sempre stato un ragazzo molto caro, mi piacevi … accanto a Claudia”
Sandra lo guardava con uno sguardo intenso, continuava a parlare solo lei, accavallando più volte le gambe in modo da lasciare sempre più scoperte le sue gambe.
“Sai Luca, quando Claudia mi ha detto che ti aveva lasciato ho pensato che stava facendo un grande errore” disse avvicinandosi a lui.
“Quando ti ha portato a casa per la prima volta mi sei piaciuto subito… molto”
“Sei un bell’uomo. Hai un bel carattere, sei simpatico. Poi … non sei con la puzza sotto il naso come gli amici di Claudia!”
Luca sentendo quelle parole ebbe un momento di imbarazzo. Deglutì. Il cuore iniziò a battere forte.
La donna appoggiò una mano sulla sua coscia con fare distratto senza spostarla.
“Signora Sandra… io…”
“Sandra… sono solo Sandra. Adesso non sono più la mamma della tua fidanzata…” disse avvicinandosi ancora di più a lui, sentì il seno della donna appoggiarsi al suo braccio.
I suoi capelli, lunghi e scuri, sfiorargli il viso.
Sentiva il calore della donna sempre più intensamente.
Quando lei avvicinò le labbra alle sue, qualcosa esplose dentro Luca.
Il bacio cominciò quasi casto, lento, tremolante, poi in breve si trasformò e divenne profondo, affamato ingordo.
Le lingue cominciarono a cercarsi. Le labbra sembravano divorarsi a vicenda.
Luca prese coraggio e cominciò ad accarezzarle le gambe. La mano scivolava lenta, sentiva la trama della rete, lei gemette quando le dita raggiunsero la carne nuda.
“Continua… Non ti fermare…” sussurrò mordicchiandole un labbro.
Le dita di Luca scivolarono in fretta verso la fica, spostarono di lato con abilità il perizoma che Sandra indossava e favorite dall’umore che permeava la vagina s’insinuarono dentro a fondo strappando un gemito intensi alla donna.
Ad un tratto lei, gli sfilò la maglietta cominciando ad accarezzargli i muscoli del torace, a baciargli i capezzoli e a graffiargli delicatamente il petto con le sue unghie rosse.
Gli sbottonò i calzoni e quando gli liberò il sesso quello era turgido.
Lo guardò negli occhi con uno sguardo lussurioso, “Mio dio! Ma cosa si è persa mia figlia!!” commentò prima di chinarsi e cominciare a leccarlo.
Quando lo prese in bocca, Luca gemette nel sentire il calore della bocca avvolgere la sua cappella.
Luca infilò le sue dita tra i capelli della donna cominciando a comandare il movimento avanti e indietro della testa mentre ogni tanto lei lo guardava con occhi carichi di desiderio.
Lei continuò a succhiarlo fino a portarlo al limite, quando smise si alzò e si tolse il vestito lasciandolo cadere a terra. Era davanti a lui, nuda ad eccezione del piccolo perizoma nero che indossava e delle autoreggenti.
Il suo corpo non mostrava minimamente i segni dell’età, il seno marmoreo si reggeva da solo, la vita stretta sembrava quella di una ventenne il suo sedere pareva scolpito e la fica era curata, un piccolo ciuffo ornava le grandi labbra.
Lo spinse sul divano, gli salì sopra, appoggio la cappella sulle grandi labbra e cominciò a scendere lentamente su di lui.
Lentamente, con calma, fino a prenderlo tutto dentro.
“Cazzo… Mia figlia non ha capito niente dalla vita!”
Cominciò a muoversi, piano piano, godendosi il piacere che quel cazzo le stava procurando.
Poi iniziò a cavalcarlo con più intensità, i suoi seni sobbalzavano davanti alla faccia di Luca, i capezzoli duri sfioravano le labbra dell’uomo. Lui iniziò a succhiarli con un’avidità giovanile mentre Sandra continuava ad accelerare il ritmo.
Lo cavalcava con una passione sempre più crescente, in maniera rumorosa, gemendo e urlando dal piacere sempre più intensa che provava.
“Siii… spingi forte!!! Voglio sentirti tutto dentro di me...”
Luca la prese per i fianchi, iniziò a scoparla selvaggiamente, con spinte decise e profonde, Sandra assaporava a fondo il piacere che stava provando. Tremava, urlava il suo piacere senza trattenersi, cavalca furiosamente il ragazzo non appena rallentava il ritmo.
L’orgasmo esplose potente, il giovane non riuscì a trattenersi, getti copiosi inondarono la vagina della donna nello stesso momento in cui lei provò l’ennesimo orgasmo.
Crollarono sul divano, stravolti dal piacere, “Quella stupida di mia figlia non ha idea di cosa si sia persa!!” commentò la donna mentre cercava con le dita di limitare la colata di sperma che usciva dalla sua fica.
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